giovedì 1 agosto 2013

La Corte di Cassazione dichiara illegittimo il licenziamento di Barozzino, Lamorte e Pignatelli da parte di Fiat

"In questi anni, Giovanni, Antonio e Marco, hanno resistito a una campagna diffamatoria e, nonostante tutto, chiedevano di poter rientrare sul proprio posto di lavoro, oggi la Corte gli dà ragione: in tanti hanno un debito nei loro confronti. Per la Fiom, la conferma che la scelta di difendere le libertà costituzionali dei lavoratori è possibile grazie al coraggio dei nostri iscritti."Maurizio Landini Roma, 31 luglio 2013

martedì 30 luglio 2013

LA FIOM SIGLA L'IPOTESI D'INTESA, LA PAROLA PASSA ORA AI LAVORATORI

E' stata siglata ieri sera l'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto nazionale Unionmeccanica- Confapi, che interessa circa 400mila addetti e riguarda 38mila piccole e medie imprese del settore metalmeccanico. L'ipotesi di accordo, frutto di una trattativa unitaria, è stata sottoscritta solo dalla Fiom-Cgil; Fim e Uilm si sono riservate di decidere successivamente. Per la prima volta, nell'ipotesi di accordo, le parti hanno stabilito che la validità dell'intesa è legata al voto certificato, tramite referendum, dei lavoratori interessati. Alla luce di questo fatto, la Fiom intende, dal 26 di agosto al 25 settembre, indire le assemblee e il referendum, che a nostro giudizio sarebbe utile che si svolgessero con un carattere unitario e con il rispetto dell'esito del voto dei lavoratori. Nello specifico l'ipotesi di accordo prevede un aumento di 136 euro mensili, di cui 131 euro sui minimi tabellari e 5 euro per il diritto alle prestazioni della bilateralità, ottenuto con il recepimento nel CCNL degli accordi sottoscritti tra Cgil Cisl e Uil e Confapi. L'ipotesi di accordo decorre dal 1 giugno 2013 con scadenza al 31 ottobre 2016; i 131 euro di incremento riparametrato al 5° livello sui minimi tabellari sono così ripartiti: 35 dal 1 giugno 2013, 45 dal 1 giugno 2014, 51 dal 1 giugno 2015. Inoltre viene incrementato a 485 euro annui l'elemento perequativo per i lavoratori non coperti dalla contrattazione aziendale. Viene confermata l'attuale normativa sia in materia di trattamento economico dei primi tre giorni di malattia, che per gli orari di lavoro per i quali rimane in capo alla RSU il diritto alla contrattazione con l'incremento delle ore annue di flessibilità da 64 a 72. Il contratto delle Pmi metalmeccaniche introduce per la prima volta un sistema concordato di bilateralità che - attraverso il recepimento degli accordi interconfederali firmati da Cgil, Cisl e Uil e Confapi - estende le tutele dei lavoratori in materia di welfare contrattuale, integrando la retribuzione e la normativa prevista dal contratto, quali in fondo di sostegno al reddito, la formazione, la sicurezza e l'apprendistato. Questa ipotesi di accordo – come nel rinnovo sottoscritto a fine maggio con le imprese cooperative - conferma che la Fiom firma le intese quando queste non prevedono scambi impropri, confermano il ruolo contrattuale delle RSU in materia di orari, non introducono deroghe sulla decorrenza degli incrementi salariali e mantengono il pieno trattamento economico dei primi tre giorni di malattia. La delegazione trattante della Fiom Cgil valuta positivamente l'ipotesi di accordo raggiunta dopo una trattativa svolta con tutte le organizzazioni sindacali, coerentemente con quanto stabilito dal Comitato Centrale. Ora la parola passa ai lavoratori, gli unici titolati a decidere sui contratti che li riguardano. FIOM-CGIL NAZIONALE Roma, 30 luglio 2013

grave comportamento della Regione Lazio

Nell’incontro di ieri sulla proroga della CIGS all’Unità Sottogruppi Lastratura della Fiat di Cassino la Fiom Cgil non è stata ammessa ad effettuare l’esame congiunto previsto dalle procedure della proroga della Cigs stessa. La cosa più grave è che questo ruolo invece di farlo svolgere alla Fiat lo ha svolto la Regione Lazio, infatti la richiesta alla Fiom Cgil di lasciare la sala dell’incontro è stata fatta dalla Regione dicendo che seguiva le indicazioni della Fiat. Ci saremmo aspettati che lo facesse la Fiat con il Capo del Personale della Fiat di Cassino presente, seduto in sala e che non ha proferito parola. Il fatto è ancor più grave perchè compiuto da una Istituzione con una subalternità politica alla Fiat dietro l’alibi di procedure amministrative. E’ stato impedito alla Fiom Cgil di partecipare, come dice la legge, all’esame congiunto con tutte le organizzazioni sindacali così come peraltro richiesto dalla Fiom stessa in mattinata, con richieste formali , alla Fiat e alla Regione stessa che convoca gli incontri. Già c’era stato un precedente un anno fa quando la Fiom, che aveva reiteratamente richiesto l’incontro non era stata neanche convocata dalla Regione Lazio. Nella giornata di ieri la Fiat ha comunicato di essere disponibile ad effettuare solo una informativa aziendale in quanto l’esame congiunto lo aveva appena concluso con le altre organizzazioni sindacali raggiungendo un accordo. In un incontro di appena 35 minuti hanno, con le altre organizzazioni sindacali, fatto l’esame congiunto, hanno definito i criteri di rotazione, le modalità di effettauzione della Cigs, l’anticipazione salariale, altro che spider man ! La Fiom Cgil ha dichiarato: - di ritenere illegittima tutta la procedura effettuata e conseguentemente il verbale di accordo sottoscritto con le altre organizzazioni sindacali - di non essere disponibile ad effettuare una semplice informativa aziendale al posto dell’esame congiunto su cui era stato appena firmato un accordo che escludeva la Fiom stessa. La Fiat con i suoi comportamenti ignora la sentenza della Corte Costituzionale e le Istituzioni non battono un colpo. Non siamo di fronte a “fatti amministrativi” ma ad una discriminazione nei confronti di una organizzazione maggiormente rappresentativa. La Fiom Cgil chiede quindi un incontro alla Presidenza della Regione Lazio per i chiarimenti necessari. Roma 30 luglio 2013

giovedì 25 luglio 2013

Corte Costituzionale:i lavoratori hanno diritto di avere diritti

La Corte Costituzionale, il 23 luglio, ha scritto una sentenza storica dando completamente ragione alla denuncia di incostituzionalità della scelta della direzione aziendale della Fiat di cancellare la libertà delle lavoratrici e dei lavoratori di poter essere iscritti, di poter eleggere i propri rappresentanti, di poter tenere le assemblee, di poter negoziare la propria prestazione lavorativa. La Corte Costituzionale ha stabilito che i diritti individuali e collettivi dei lavoratori non derivano dalla firma delle intese con le imprese. Il diritto alla rappresentatività e alla negoziazione, è esclusivamente dei lavoratori e delle lavoratrici e da essa deriva la rappresentatività delle organizzazioni sindacali. I diritti sindacali non sono un premio, come ha sostenuto la Fiat, che le imprese concedono solo alle organizzazioni sindacali “consonanti”. La verità è che la Fiat e le organizzazioni sindacali firmatarie hanno definito un’intesa con l'obiettivo di escludere e, quindi, cancellare le organizzazioni sindacali che non hanno ceduto al ricatto. La suprema Corte ha ribadito che la nostra Costituzione vieta alle imprese di decidere chi rappresenta i lavoratori. La Fiat negli ultimi anni ha violato la Costituzione: siamo potuti giungere alla sentenza della Corte solo grazie alla resistenza dei metalmeccanici della Fiom-Cgil, che hanno riaffermato un diritto valido per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori: quello ad essere liberi da ogni ricatto nella contrattazione. La Fiom rientra negli stabilimenti del gruppo Fiat per tornare a contrattare e negoziare il futuro industriale e occupazionale, le condizioni di lavoro, il salario e l'orario. La Fiom-Cgil chiede che la direzione aziendale della Fiat applichi la sentenza della suprema Corte e dei Tribunali italiani, per permettere una nuova stagione di relazioni industriali, a partire dalla salvaguardia dell'occupazione. www.fiom.cgil.it

venerdì 12 luglio 2013

La Costituzione rientra in fiat

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l'esclusione della Fiom-Cgil operata dalla Direzione aziendale negli stabilimenti Fiat. E’ importante la ragione che la suprema Corte ha individuato: la partecipazione della Fiom alla trattativa. La verità ha la testa dura. Tutte le bugie per le quali sarebbe stata la Fiom ad abbandonare la trattativa sono cancellate. Questa sentenza, che riporta nelle fabbriche la Costituzione, è fondamentale per tutti i lavoratori sottoposti alle pressioni e ai ricatti. In questi anni iscritti e delegati della Fiom-Cgil hanno resistito ed è innanzitutto merito loro, grazie anche alla riuscita dello sciopero e della manifestazione della sola Fiom-Cgil del 28 giugno, se oggi è riconosciuto il diritto dei lavoratori a negoziare e contrattare in tutti gli stabilimenti Fiat. Libertà conquistata dopo anni di durissima crisi e unilateralismo aziendale. Libertà per tutti i sindacati di dire di no ai ricatti. Ora la Fiat dismetta una guerra inutile e dannosa alla democrazia costituzionale del nostro Paese. Applichi le sentenze e non impedisca alle lavoratrici e ai lavoratori di esser liberi di scegliere il proprio sindacato, alle delegate e ai delegati il diritto di esserlo e ai sindacati, a partire dalla Fiom, di esercitare il diritto di assemblea e tutti gli altri diritti sanciti dallo Statuto dei lavoratori. E’ ora il tempo che il Parlamento faccia una legge sulla rappresentanza che garantisca il voto democratico delle lavoratici e dei lavoratori e la rappresentanza proporzionale fra le organizzazioni sindacali. E’ ora il tempo che venga abolito l’abominio giuridico dell’articolo 8 che permette le deroghe ai contratti e alle leggi. Chiediamo al Governo di convocare urgentemente un tavolo nazionale con la presenza della Fiat, per discutere il piano industriale e gli investimenti utili a garantire la salvaguardia dell’occupazione in tutti gli stabilimenti. 3 luglio 2013 FIOM NAZIONALE

giovedì 27 giugno 2013

ASSEMBLEA DELLE DELEGATE E DEI DELEGATI DELL'ICT VERSO LA MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL SETTORE L'ACCORDO HP ES: UNA GRANDE VITTORIA Il 24 giugno si è svolta l'assemblea Fiom delle delegate e dei delegati dell'Ict. Erano presenti Rsu delle aziende di installazioni telefoniche, telecomunicazioni, informatica e aziende inhouse Ict. Alla discussione hanno partecipato anche la Cgil e l'Slc perchè la filiera dell'Ict vede una grande frammentazione e l'applicazione di almeno tre contratti: quello metalmeccanico, quello delle telecomunicazioni, quello del commercio. Per questo è necessario coordinarci maggiormente come categorie e confederazione in un settore in grave crisi che nei prossimi mesi verrà investito da numerosi cambiamenti: la separazione e societarizzazione della rete di Telecom Italia e i progetti che stanno partendo per il conseguimento degli obiettivi dell'Agenda digitale italiana. Occorre una discussione tra categorie per valutare l'impatto di queste novità e avere la capacità di fare una nostra proposta, soprattutto rispetto alle vicende della rete di telecomunicazioni. Tutta la filiera è in gioco e tutti devono poter dire la loro nel momento in cui si sta assumendo una decisione storica dalla privatizzazione di Telecom Italia in poi. La Cgil e l'Slc si sono dichiarate disponibili a fare questa discussione. La Cgil, inoltre, insieme a Cisl e Uil, ha chiesto al Presidente del Consiglio Enrico Letta un incontro per una valutazione dello stato di attuazione di Agenda Digitale. Durante l'assemblea sono intervenuti numerosi delegate e delegate che hanno descritto la fase complicatissima che sta attraversando un settore strategico del paese. Aziende come Alcatel Lucent, Nokia Siemens, Italtel, Sirti e Ibm sono solo alcune delle vertenze del comparto. Per questo l'assemblea è da considerarsi un primo momento di discussione di un percorso che vuole arrivare, in autunno, ad una mobilitazione nazionale di tutto l'Ict. Di seguito una bozza di piattaforma rivendicativa sulle questioni relative alla politica industriale: 1. La rete deve tornare pubblica per dare a tutti pari accesso a una rete a larga banda; 2. Servono regole diverse per gli appalti che favoriscano la buona occupazione attraverso l'utilizzo di clausole di salvaguardia occupazionale in caso di cambio appalto e il superamento delle gare al massimo ribasso a favore del principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; 3. Rispetto all'Agenda digitale deve essere chiaro quanti saranno gli investimenti, per quali attività, per quale occupazione; Abbiamo inoltre bisogno di: 4. Conoscere le offerte e mercato del software (anagrafe dei prodotti e osservatorio permanente); 5. Promuovere innovazione dei corsi di studio e dei programmi di ricerca, sostenere la ricerca e sviluppo; 6. Incentivare la nascita di un'industria per il software di sistema; 7. Incentivare il near e il back shoring; 8. Riqualificare le aziende esistenti; 9. Sostenere le politiche di prodotto favorendo: ◦ Differenziazione; ◦ Premi per sviluppi innovativi; ◦ Incentivi per commercio elettronico; ◦ Finanziare le idee; ◦ Promuovere nuove competenze e talenti creativi; 10. Innovare i servizi ◦ Servizi per mercato globale; ◦ Nuove tecnologia per i servizi (interoperabilità, open data); 11. Spezzare l'oligopolio e organizzare la domanda (ruolo Autority nazionali e regionali); 12. Incentivare l'accorciamento delle filiere, spesso troppo lunghe e strutturate sull'abbattimento dei costi. Avere nello stesso progetto 10, 15 aziende serve esclusivamente ad abbattere i costi sulle spalle dei lavoratori. Nella PA questo si traduce in rapporti opachi e clientele su alcune forniture; 13. Nelle gare pubbliche applicare il principio dell'offerta economicamente vantaggiosa e non del massimo ribasso che sta uccidendo la qualità dei progetti, la professionalità dei lavoratori e non favorisce l'innovazione; 14. Riequilibrio rapporto con i fornitori (tempi di pagamento). I territori e le Rsu sono invitati ad aprire una discussione sulla piattaforma, anche all'interno di assemblee territoriali di delegate e delegate dell'Ict. A settembre si svolgerà una nuova assemblea per definire la piattaforma e decidere i successivi passaggi per arrivare ad una giornata di mobilitazione, possibilmente unitaria. E' stato importante e positivo che il 25 giugno sia riuscito lo sciopero di 4 ore, con presidio davanti alla Regione Lombardia, proclamato dalla Fiom e dalla Uilm a Milano e in Brianza per chiedere politiche di rilancio del settore. Per quanto riguarda la carta rivendicativa si deve andare avanti. In Hp Es la Fiom e il coordinamento nazionale della Rsu Fiom hanno firmato un accordo importantissimo che deve fare da apripista per tutti gli altri coordinamenti dei grandi gruppi del settore. Ci auguriamo che nelle prossime settimane arrivino altri accordi importanti sulla carta carta rivendicativa in aziende dell'Ict. Fiom-Cgil nazionale Roma, 26 giugno 2013

lunedì 10 giugno 2013

Nota sulla riunione del 3 giugno sull'ICT Il 3 giugno si è svolta a Roma una riunione con le strutture territoriali della Fiom sulle problematiche relative al settore Ict (installazioni telefoniche, telecomunicazioni e informatica) e sulla necessità di aprire una vertenza nazionale. Alla riunione ha partecipato anche Rosario Strazzullo della Cgil nazionale, responsabile delle reti e del terziario. Molti territori, oltre a denunciare una situazione di crisi profondissima delle aziende con ripercussioni negative sull'occupazione, hanno evidenziato l'esigenza di un confronto rispetto alla novità dello scorporo della rete di Telecom Italia che sicuramente produrrà un impatto in tutta la filiera. Come consideriamo quest'operazione? Quali sono i rischi o le opportunità? Che ruolo avrà il soggetto pubblico? Ci sono indubbiamente tante incognite e tanti rischi di cui dobbiamo ragionare in maniera approfondita. Abbiamo chiesto quindi alla Cgil di aprire una discussione anche nella confederazione insieme all'Slc che sarebbe sicuramente utile al fine di trovare una posizione condivisa. La Fiom è sempre stata a favore della pubblicizzazione delle rete di telecomunicazioni, è quindi evidente che in un momento di transizione come questo è opportuno che rilanciamo l'idea della necessità di un controllo pubblico di un'infrastruttura strategica per il paese. Altro tema di cui si è discusso è l'Agenda Digitale, che al momento non sta dando i risultati sperati. Alcuni accordi sono stati sottoscritti al Ministero dello Sviluppo Economico nei mesi scorsi proprio a fronte dell'impegno assunto dal governo rispetto agli investimenti sull'Agenda digitale. Oggi alcune aziende molto importanti, soprattutto quelle che producono apparati e servizi per le Tlc, rischiano di scomparire o di essere fortemente ridimensionate a causa dell'assenza di investimenti e del mancato mantenimento degli impegni assunti dal Mise. Alla fine della riunione si è deciso di convocare un'assemblea delle delegate e dei delegati di tutto il settore ICT per avviare una grande vertenza nazionale che abbia al centro le politiche di intervento pubblico di sostegno all’innovazione, di risanamento e di rilancio dell’Ict. Nell'assemblea, che si terrà il 24 giugno a Roma, discuteremo la piattaforma per la difesa e il rilancio dell’Ict da presentare a tutti i nostri interlocutori, Governo in primis. Nella piattaforma vorremmo includere anche una proposta sulle società regionali Ict inhouse, oggi fortemente a rischio a causa della spending review. Come Fim Fiom e Uilm abbiamo già chiesto un incontro al Ministro dello Sviluppo Economico per iniziare un confronto sulle politiche industriali per il comparto, sullo scorporo della rete Telecom e sull'Agenda Digitale. Proprio oggi siamo stati convocati per il 18 giugno dal viceministro Antonio Catricalà (richiesta e convocazione in allegato). Il 24 giugno si discuterà anche di come proseguire il confronto con il governo se il primo incontro del 18 darà un esito positivo. FIOM NAZIONALE